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dixie valentina siragusa
Dixie

Descrivere. Descriversi. Parlare di sé. Farlo, ma in modo non convenzionale, usando tessuti, tagli, colori e fantasie. E’ un parlare, é un descrivere da un punto di vista personale, che non sarà mai univoco. E’ come rispondere alle domande: “che musica ascolti?” “che genere di libri ti piace?”. Ognuno di noi avrà certo delle preferenze, ma sarebbe uno stolto se silimitasse esclusicavamente a quel genere. Ecco Dixie é come la musica, é come la letteratura. Dixie può essere grintoso come il rock, forte e deciso nelle sue scelte, oppure sensuale sulle note basse di un blues ascoltato in cocktail bar col fumo della sigaretta dimenticata nel posacenere che sale impavido e seducente verso l’alto. Puó essere mistero, come in un giallo ambientato a Parigi, dove ti immagini alle luci dell’alba, sulla riva della Senna vestita di chiffon e un trench sulle spalle a pensare a quell’inspiegabile uomo che ti ha accompagnato fino a quell’ora tarda. Puó essere della musica classica, composta ed elegante, suoni di violino e accordi di pianoforte che si combinano come i ricami damascati sui vestiti delle donne di classe. Oppure puó essere del pop, leggero e spensierato come una blusa indossata danzando su una spiaggia al tramonto o camminando su dell’erba bagnata che sa ancora di notte. Dixie puo essere tante cose, sta a te decidere da quale farti descrivere.

Valentina Siragusa
Federica Segnan