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Venezia.
Settembre 2017.

Tic tac. Tic tac.
Le lancette del mio orologio continuano il loro giro, addomesticando il tempo.
Potrebbe essere anche il mio cuore a battere così forte. Potrebbero essere tutti e due assieme. Potrei fermare quelle lancette così da non uscire dalla stanza. Potrei,sì.

Oppure potrei indossare il mio orologio Rendez-vous e affidargli i miei segreti: solo lui sa che il mio cuore batte forte come le sue lancette. E lui, svizzero doc, saprebbe mantenere il segreto.
Dopotutto si parla di classe: lui e’ un gentiluomo, non tradirebbe mai una signora.
Anzi, si calerebbe nella parte.
Salirebbe con me sul motoscafo e affronterebbe i canali veneziani. Le gondole, i motoscafi, i turisti e i curiosi. I palazzi. I misteri che non ci raccontano. I fantasmi degli aristocratici che si davano appuntamento al calar del sole fra quelle calli misteriose. I ricordi di ricche dame che nei loro salotti facevano sfoggio della loro eleganza.

Il mio Jaeger LeCoultre mi accompagnerebbe anche su un tappeto rosso. Deciso e sicuro al mio fianco. Elegante e raffinato al mio polso.
Mi accompagnerebbe alla prima di un film della Mostra. Mi farebbe notare come cinema e orologeria dopotutto, non siano mondi così lontani. Hanno in comune precisione e qualità’. E’ la combinazione di componenti perfetti a rendere un qualsiasi orologio un gioiello, come la scrupolosità’ dei professionisti di un set rende un film un capolavoro.

La fatica della perfezione. La ricerca della qualità. Il coraggio e lo sforzo. Il dettaglio che fa la differenza. L’incastro di ogni meccanismo.
L’eleganza del prodotto. La danza armonica delle lancette.
Il controllo del tempo.
Il controllo delle mie emozioni.

Valentina Siragusa
Federica Segnan